Sorridi, respira, vai piano.
Te lo dice Leo Babauta dalle “colonne” del suo Zen Habits. Babauta, chi e’ costui?
Non ti crucciare se questo nome non ti dice niente. Se non hai mai avuto a che fare con un blog, oppure con l’idea di scrivere online non ti biasimo.
Costui e’ il guru di tutti i Bloggers, il creatore di uno dei websites piu’ visitati al mondo (240.000 abbonati) che, in seguito al successo del suo blog, ha consegnato le dimissioni e iniziato a vivere di parole, pubblicando articoli online.

Leo Babauta
Sposato con sei figli, vive a San Francisco laddove scrive, corre e mangia vegetariano. E guadagna tantissimo per fare queste ultime tre cose.
Come ha fatto Leo a raggiungere tali livelli di popolarita’?
Innanzitutto chiare e accattivanti dichiarazioni con esempi di vita personale. Leo afferma di poterti aiutare a trovare la semplicita’ nel caos quotidiano cosicche’ tu, povero mortale che ti nutri di carne e a malapena gestisci te stesso, possa concentrarti solo su cio’ che conta davvero, creare qualcosa di sensazionale, trovare la felicita’.
Trovare la felicita’? Affermazioni che, se le pubblichi in italiano, rischi l’esilio mediatico, la gogna pubblica o l’invito ad un talk show pomeridiano su RAI2.
E invece Leo, con una grafica scarna, essenziale ed una scrittura piu’ scarna ed essenziale della grafica, e’ riuscito a scalare tutte le top lists che contano, tant’e’ che oggi il suo ZenHabits e’ tra i blog migliori al mondo, secondo il Time.
Curiosa di come questo successo sia stato messo in piedi in pochi anni (Leo scrisse il primo blog post nel 2007) mi sono fatta un giro tra i suoi articoli, scandagliando il sito alla ricerca degli ingredienti magici.
Che qui raccolgo nei seguenti pochi punti. Giacche’, nel caso a qualcuno venga in mente di iniziare a guadagnare scrivendo cose come “abbiamo tutte delle giornate storte e abbiamo tutti bisogno d’amore”, quel qualcuno sappia a quali caposaldi del giornalismo ispirarsi.
- Leo scrive due articoli a settimana su argomenti vari: semplicita’, salute & fitness, motivazione e ispirazione, frugalita’, famiglia, felicita’, obiettivi.
- Leo schematizza tutto per punti, traccia algoritmi della felicita’ che si piazzano tra il banale e l’ovvio, quell’ovvio che, poiche’ nessuno piu’ usa nelle discussioni importanti o da bar che siano, alla fine puo’ risultare originale.
- Ogni tanto si rivolge al lettore in maniera intimista e naive: “Sappi che ti amo e che ti sono grato per la tua esistenza”. Il che, ad onor di cronaca, e’ la cosa meno imbarazzante si possa leggere nei suoi posts.
Dopo aver letto quel che ho letto (“sorridi alle persone che ami, guardale negli occhi, dille che le ami”) potrei cimentarmi in un esercizio di critica. Superfluo.
Evito di infierire ulteriormente, dopotutto l’obiettivo primario era quello di comprendere un fenomeno di massa, di carpirne i segreti.
Obiettivo mancato. Proprio non arrivo a comprendere come sia possibile raccogliere consensi mondiali brandendo pezzi di saggezza popolare (disinvoltura nel proporre temi cari a tutti, semplicita’, chiarezza, modestia?).
Non c’e’ dubbio che Leo scriva con il cuore. E che sia apprezzato internazionalmente, anche da bloggers/lifecoaches italiani. Altrettanto indubbio e’ il vagare nella blogosfera di un esercito di persone che ha bisogno di lasciarsi condurre da guide piu’ che altro supportate dal senso comune e improntate alla semplificazione. Sostenuti da teorie scientifiche e approfondimenti, gli stessi suggerimenti e stili di vita proposti, non funzionerebbero affatto.











